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INDICATORI DI RISCHIO AMBIENTALE
Gli inquinamenti provengono da attività industriali, agricole, urbane e
raggiungono i più diversi comparti ambientali, con gradi di tossicità e
sinergismo differenziati. Pertanto per valutare il livello raggiunto dal
degrado ambientale è necessaria un'approfondita conoscenza a priori
dell'ambiente da usare come base per successive rilevazioni periodiche che
diano il quadro esatto dei cambiamenti avvenuti.
- Le sostanze chimiche presenti nell'ambiente possono provocare una serie di
effetti biologici (tossici) che comprendono varie forme di alterazione,
ciascuna delle quali richiede un periodo di tempo diverso prima di
manifestarsi.
- Per analizzare la qualità ambientale si ricorre ad indicatori ambientali,
cioè a caratteristiche empiricamente osservabili o calcolabili che
descrivono un fenomeno e il grado di vulnerabilità prevedibile
dell'ambiente.
- Il tipo di indicatore, il suo grado di aggregazione e la sua capacità di
rappresentare il fenomeno sono elementi basilari per la credibilità
dell'analisi.
- Gli indicatori possono essere di tipo: a) - economico; b) - sociale; c) -
chimico-fisica; d) - biologici.
c) - Indicatori chimici - acqua: bod, carbonio, fosforo, solidi,
metalli / aria: anidride solforosa, ossidi di azoto, CO2. L'analisi chimica
permette di sapere le sostanze che causano l'inquinamento e la loro
concentrazione. I limiti stanno nel fatto che: forniscono solo un dato
istantaneo, non mettono in evidenza certi inquinamenti (DDT), non danno una
valutazione complessiva sull'azione sinergica degli inquinamenti. Da ciò
nasce la necessità di integrare l'analisi chimica con l'uso di indicatori
biologici.
d) - Indicatori biologici - ecologici: diversità di specie, indici
biotici delle acque, analisi vegetazionale. / tossicologici: prova di
tossicità, indici biochimici, indicatori di bioaccumulazione, radionuclidi,
test di mutagenesi.
- L'uso di indicatori biologici va sempre più diffondendosi e la sua
utilizzazione è sempre più prevista nei vari Stati a livelli di norme
legislative.
- Gli indicatori biologici sono quegli organismi vegetali o animali la cui
presenza o assenza può essere associata all'inquinamento dell'ambiente.
- Essi presentano modificazioni a livello morfologico e strutturale oppure
sono specie accumulatrici di particolari inquinamenti.
- Essi consentono di quantificare il livello di alcuni elementi esistenti
nell'ambiente, di valutare gli effetti reali e potenziali dell'inquinamento
sulle comunità e di ottenere elementi per un giudizio sulla qualità
dell'ambiente; in particolare gli organismi viventi costituiscono nel loro
insieme i migliori indicatori a tempo pieno dell'ambiente in cui vivono.
Approccio di laboratorio - è un approccio induttivo che parte dallo
studio di determinate sostanze (cause del danno) per verificarne gli
effetti; è basato sulla sperimentazione in laboratorio su animali e sistemi
cellulari in vitro - fornisce informazioni sull'attività tossica e mutagena
delle sostanze in esame; in pratica ci dice fino a che punto un composto è
pericoloso.
Approccio epidemiologico - è un approccio deduttivo in cui
dall'individuazione dell'effetto, cioè del danno, che si risale alla causa;
consiste nella stima dell'incidenza di un dato danno e nell'identificazione
dei fattori responsabili attraverso uno studio degli effetti tossici di
agenti chimici sugli organismi viventi all'interno di ecosistemi; questo
approccio è motivato da esigenze di difesa della salute e ha permesso
infatti l'individuazione di rischi genetici collegati a determinate attività
industriali.
Diversità di specie - Negli ambienti inquinati riescono a vivere
soltanto le specie più tolleranti infatti la competizione è minore
aumentando così la possibilità di sviluppo di specie di una singola
comunità. Gli indici di diversità di specie vengono applicati per
confrontare il livello di inquinamento di ambienti diversi e il variare nel
tempo del livello di inquinamento dello stesso ambiente.
Indici biotici delle acque correnti - batteri, protozoi, pesci,
alghe, invertebrati beutonici (crostacei, molluschi). Le popolazioni
beutoniche sono comunemente ritenute particolarmente adatte a rappresentare
con buona sensibilità le ariazioni indotte dall'inquinamento in corso
d'acqua perchè: non sono soggetti a spostamenti, reagiscono prontamente al
variare delle condizioni ambientali; hanno una notevole importanza ecologica
costituendo un anello essenziale della catena alimentare.
Indici tossicologici - un saggio tossicologico stabilisce, tramite le
risposte comportamentali e fisiologiche di un organismo campione quali sono
i risultati in termine di sopravvivenza e di compatibilità con la vita.
- L'intossicazione è stabilita da elementi come la concentrazione, il tempo
di reazione e la percentuale di organismi che reagisce ad un determinato
tempo di esposizione o ad una data concentrazione.
Radio nucledi e catene alimentari - nelle comunità naturali gli
organismi che ottengono cibio con lo stesso numero di passaggi appartengono
allo stesso livello trofico. La dinamica dei radionucledi nell'ambiente è
regolata dalla fitta serie di rapporti tropici che collegano le varie
componenti di un ecosistema, il grado di concentrazione aumenta lungo gli
anelli della catena alimentare. - Sostanze come il cesio vengono assorbite
dalle piante tramite il suolo, lo stranzio invece si deposita direttamente
sulle piante.
N.B. per prevedere il destino di una sostanza immessa nell'ambiente si
dovrebbe seguire la seguente procedura:
1) - informazioni preliminari;
2) - saggi esplorativi;
3) - procedure di conferma;
4) - verifiche definitive.
MODELLO NORMATIVO E AMMINISTRATIVO DELL'AMBIENTE
- Legge antismog n° 615 anno 1966 regola le emmissioni nell'atmosfera
- Legge sulle acque L.152/99 raccoglie la normativa sugli scarichi (legge
Merli) quelle sulle acque di falda e le norme di tutela dell'ittiofauna.
- Decreto Legislativo 5/2/97, n. 22 (Decreto Ronchi) per la regolamentazione
dei rifiuti.
- Legge di divisione incarichi n° 833 anno 1978 istituzione delle USL con
compiti di prevenzione, salvaguardia e tutela sui lavoratori e sull'ambiente
nonchè di acculturazione. Alle Regioni spetta il compito di emanare
provvedimenti in materia di tutela dell'ambiente ( formulazione di progetti,
obbiettivi). Allo Stato competono funzioni di indirizzo, promozione,
consulenze e formulazione di standards.
- Decreto Presidenziale n° 616 anno 1977 trasferimento delle funzioni
amministrative e della tutela dell'ambiente dallo Stato alle Regioni.
- Legge tutela dell'ambiente Galasso bis n° 431 anno 1985 vincoli
paesaggistici per coste e fiumi, zone archeologiche, monti, vulcani, parchi,
foreste, laghi ecc.
- Legge n° 349 anno 1986 istituzione del Ministero Ambientale.
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